TAT TVAM ASI

© Alessia Policano

“Oh me! Oh vita! di queste domande che ricorrono degli infiniti cortei di senza fede, di città piene di sciocchi, di me stesso che sempre mi rimprovero, (perché chi più sciocco di me, e chi più senza fede?), di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi, della battaglia sempre rinnovata, dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida camminare a fatica attorno a me, dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato in tanti nodi, la domanda, oh me, la domanda così triste che ricorre.
Che cosa c’è di buono in tutto questo, oh me, oh vita?
RISPOSTA
Che tu sei qui, che la vita esiste, e l’identità, che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuire con un verso.”
— Walt Whitman, Oh me!Oh vita!

War and Peace

© Alessia Policano

Q

whereismynextstep asked:

Love the blog! Thanks for the follow :)

A

Thanks I love your blog too!Have a nice day ;)

“Non troverai mai arcobaleni se guardi in basso.”
— Charlie Chaplin
“I guess that’s the beauty of books. When they finish they don’t really finish.”
— Markus Zusak  

(via aisha-n)

Tea and books are always the perfect match.

© Alessia Policano

“Il silenzio era profondo più di quanto avrebbe mai creduto possibile. Teso come un elastico, prossimo a rompersi. La ragazza lo ruppe. “Posso?”. Quella parola rimase sospesa su ettari ed ettari di terra deserta, pavimentata di legno. I libri erano lontani chilometri. La donna annuì. Si, puoi. La stanza si ridusse prontamente, finché con qualche breve passo la ladra di libri riuscì a toccare gli scaffali. Fece scorrere il dorso della mano sul primo piano, ascoltando il fruscio delle sue unghie che sfioravano la spina dorsale di ogni libro. Pareva il suono di uno strumento, o un rumore di piedi in fuga. Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l’altro. E scoppiò a ridere. La voce le crebbe acuta in gola, e quando infine si arrestò e rimase immobile al centro della stanza, passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? Avanzò di nuovo e lo rifece, stavolta molto più lentamente, con le palme delle mani protese, per permettere alla loro carne di percepire il minuscolo ostacolo di ogni libro. Era come una magia, come la bellezza, mentre vivi raggi di luce splendevano su un candeliere. più volte quasi tirò fuori del suo posto un volume, ma non ebbe l’ardire di disturbarlo. Erano troppo perfetti.”
— Markus Zusak, La bambina che salvava i libri
“Solo io posso giudicarmi. Io so il mio passato, io so il motivo delle mie scelte, io so quello che ho dentro. Io so quanto ho sofferto, io so quanto posso essere forte e fragile, io e nessun altro.”
— Oscar Wilde

(via coloriamoci)

All’università si impara anche questo.

© Alessia Policano